
Quando un bambino inizia a parlare
Una delle domande che i genitori pongono più spesso riguarda il linguaggio. Quando inizierà a parlare? Sta parlando abbastanza? È in linea con la sua età?
Il linguaggio è uno degli ambiti di sviluppo che più facilmente attiva confronti e preoccupazioni, anche perché non tutti i bambini seguono gli stessi tempi.
Parlare, però, non coincide con la comparsa delle prime parole. Il linguaggio è un processo che inizia molto prima e che coinvolge diversi aspetti dello sviluppo, tra cui l’ascolto, la relazione, il gesto e la comprensione.
Già nei primi mesi di vita il bambino comunica. Lo fa attraverso lo sguardo, il pianto, le vocalizzazioni, i suoni prodotti per esplorare la propria voce.
Intorno ai sei mesi compaiono spesso le lallazioni, sequenze di suoni ripetuti che non hanno ancora un significato preciso, ma che rappresentano una tappa importante nell’organizzazione del linguaggio.
Nel corso del primo anno il bambino affina l’ascolto e la comprensione. Riconosce la voce dei genitori, reagisce al proprio nome, comprende alcune parole legate alla routine quotidiana. La comprensione precede sempre la produzione verbale e rappresenta una base fondamentale per lo sviluppo del linguaggio.
Le prime parole con significato compaiono in genere tra i dodici e i diciotto mesi. All’inizio sono poche e spesso legate a persone familiari, oggetti o azioni molto frequenti. In questa fase il bambino utilizza una parola per esprimere più significati, affidandosi molto al contesto e al gesto.
Tra i diciotto e i ventiquattro mesi il vocabolario tende ad ampliarsi. Le parole aumentano gradualmente e iniziano a comparire le prime combinazioni di due parole. È una fase di grande variabilità individuale: alcuni bambini mostrano un’espansione più rapida, altri procedono in modo più graduale.
Intorno ai due anni e mezzo, tre anni, il linguaggio diventa più strutturato. Le frasi si allungano, la comprensione si fa più complessa e il bambino inizia a usare il linguaggio per raccontare, chiedere, spiegare. Anche in questa fase le differenze individuali restano ampie e vanno lette all’interno del funzionamento globale del bambino.
È importante osservare il linguaggio nel suo insieme e non concentrarsi solo sul numero di parole pronunciate. La qualità della comunicazione, l’uso dello sguardo, il desiderio di interazione, la comprensione di ciò che viene detto e l’intenzione comunicativa sono aspetti centrali tanto quanto la produzione verbale.
Alcuni segnali possono indicare la necessità di un approfondimento. Una scarsa risposta ai suoni, una difficoltà persistente nella comprensione, l’assenza di tentativi comunicativi o una regressione rispetto a competenze già acquisite meritano attenzione e una valutazione specialistica. Non si tratta di trarre conclusioni affrettate, ma di raccogliere informazioni utili per capire come sostenere al meglio lo sviluppo del bambino.
Il linguaggio si sviluppa all’interno della relazione. Le esperienze quotidiane, il dialogo, la condivisione di momenti di gioco e di lettura offrono occasioni preziose per arricchire la comunicazione. Ogni bambino costruisce il proprio percorso, intrecciando maturazione, ambiente e relazione.
Quando sorgono dubbi o domande, confrontarsi con una logopedista o con un neuropsichiatra infantile permette di avere uno sguardo competente e di orientarsi con maggiore chiarezza, evitando sia sottovalutazioni sia inutili preoccupazioni.
Negli spazi Dimanda accompagniamo le famiglie nella lettura dello sviluppo del linguaggio, offrendo valutazioni e percorsi di supporto costruiti sul funzionamento specifico di ogni bambino, in dialogo costante con i genitori e, quando necessario, con la scuola.
Operiamo sul territorio di Monza e Brianza, con sedi a Biassono, Camparada e Lissone, e siamo disponibili per una consulenza personalizzata o per un primo orientamento.


