
Prima della fame e della sete c’è il bisogno di relazione
- Categories Blog
- Date 7 Gennaio 2026
Teoria dell’attaccamento e teoria polivagale per comprendere il comportamento dei bambini
Essere genitori oggi significa vivere spesso tra il “sto facendo bene?” e il “sto sbagliando tutto?”.
Ci sono momenti in cui i comportamenti dei bambini ci spiazzano, ci stancano, ci mettono in crisi.
Dietro ogni reazione c’è qualcosa che va oltre l’educazione o il carattere.
Riguarda la sicurezza emotiva e relazionale del bambino.
Ed è qui che entrano in gioco la teoria dell’attaccamento e la teoria polivagale.
Corpo, relazione e sistema nervoso
La teoria polivagale di Stephen Porges si intreccia profondamente con la teoria dell’attaccamento di John Bowlby, offrendo una chiave di lettura neurobiologica dei comportamenti emotivi e relazionali di bambini e adulti.
La teoria polivagale parte da un presupposto fondamentale: reagiamo prima con il corpo e solo dopo con la mente.
Il nostro sistema nervoso valuta continuamente, in modo automatico e inconscio, se ci troviamo in una condizione di sicurezza o di pericolo e attiva una risposta.
L’obiettivo primario è la sopravvivenza.
Per questo, ogni stato emotivo e ogni reazione nascono da una valutazione continua della sicurezza.
Perché la relazione è una questione di sicurezza
Il cucciolo dell’essere umano nasce completamente dipendente.
La sopravvivenza è possibile solo grazie alla presenza di un adulto.
Per questo il sistema nervoso è biologicamente programmato per cercare la relazione.
Già nei primissimi giorni di vita, il neonato riesce a discriminare i segnali emotivi del caregiver.
Il cervello è orientato fin da subito a leggere l’ambiente relazionale per comprendere se si trova in una condizione di sicurezza.
La relazione va oltre l’affetto.
In questo senso, è regolazione del sistema nervoso.
Il ruolo dell’adulto nella regolazione emotiva
Nei primi anni di vita il bambino ha bisogno che sia l’adulto a regolare per lui i livelli di attivazione, calma, stress e allarme.
Questo processo si chiama co-regolazione emotiva.
Quando l’adulto è sufficientemente regolato: il bambino si calma più facilmente, esplora, impara, costruisce fiducia.
Quando invece l’adulto vive spesso stati di allarme o sopraffazione emotiva, anche il sistema nervoso del bambino ne viene influenzato.
Nel tempo, il bambino si regola in base a ciò che l’adulto vive interiormente, più che a ciò che dice.
Se un bambino sperimenta che il suo pianto mette l’adulto in difficoltà emotiva, il suo sistema nervoso registra questa informazione.
Col tempo può ridurre l’uso del pianto come segnale per preservare la relazione.
Il bambino può arrivare a mettere da parte i propri bisogni per mantenere il legame.
È una strategia di sopravvivenza, non una scelta consapevole.
Il legame viene prima del bisogno. Sempre.
Quando il comportamento è un messaggio
Secondo la teoria polivagale, il sistema nervoso si muove tra tre grandi stati:
Ventro vagale (sicurezza) → relazione, gioco, apprendimento, connessione
Sistema simpatico (attacco/fuga) → rabbia, agitazione, iperattività, controllo
Dorso vagale (spegnimento) → chiusura, ritiro, blocco, dissociazione
Il bambino entra in questi stati in base alla sicurezza percepita nella relazione.
Quando il corpo resta a lungo in uno stato di allarme o chiusura, si adatta per sopravvivere.
Tuttavia, nel tempo, questa adattabilità può diventare un fattore di rischio.
Il corpo continua a raccontare ciò che non ha trovato regolazione nella relazione.
Cosa significa tutto questo per i genitori
Significa che:
il comportamento è un messaggio, non un problema
la regolazione parte dall’adulto
servono genitori consapevoli, più che perfetti
a volte, per aiutare davvero un bambino, l’adulto ha bisogno di fare un lavoro su di sé
Non per colpa.
Piuttosto, per responsabilità emotiva.
Comprendere teoria dell’attaccamento e teoria polivagale permette di cambiare lo sguardo sui comportamenti, vedendoli come tentativi di adattamento del sistema nervoso.
Ogni bambino fa tutto ciò che può per preservare la relazione.
Ogni corpo risponde nel tentativo di trovare sicurezza.
Ogni comportamento racconta una storia che nasce molto prima delle parole.
Capire questo trasforma lo sguardo.
E spesso, quando cambia lo sguardo, iniziano a cambiare anche le relazioni.
Quando i comportamenti dei bambini diventano difficili da comprendere, un supporto esterno può aiutare a rimettere ordine e a leggere ciò che sta accadendo con maggiore chiarezza.
Dimanda offre consulenze e percorsi di accompagnamento per genitori e famiglie, con uno sguardo integrato che tiene insieme sviluppo emotivo, relazione e funzionamento del sistema nervoso.
Operiamo sul territorio di Monza e Brianza, con sedi a Biassono, Camparada e Lissone, e siamo disponibili per un confronto personalizzato o un primo orientamento.
DIMANDA è un'associazione che opera nel territorio di Monza e Brianza.
I nostri specialisti educativi dialogano e lavorano in sinergia con i professionisti dell'ambito riabilitativo per aver uno sguardo sul bambino ampio e sempre accogliente.
You may also like

Mio figlio non vuole più uscire: cosa sta succedendo

